Simeone a Lezione da Allegri: La Juve surclassa l’Atletico Madrid e vola ai Quarti di Champions League

La cronaca della partita

In una gara fondamentale da dentro o fuori, valida per l’accesso ai quarti di finale di Champions League, la Juventus opta per un 3-4-1-2 con Emre Can schierato a sorpresa nei tre centrali di difesa accanto a Bonucci e Chiellini, a centrocampo sulla corsia di sinistra Allegri sceglie Spinazzola per sostituire lo squalificato Alex Sandro, sulla trequarti Bernardeschi a supporto della coppia d’attacco composta da Mandzukic e Ronaldo.

L’Atletico Madrid si presenta invece con il consueto 4-4-2 con i protagonisti del match dell’andata Godin e Gimenez chiamati a guidare la difesa dei Colchoneros, in attacco l’ex di turno Morata vince una maglia da titolare per affiancare il francese Griezmann. La Juventus parte subito bene: gli 11 titolari di Massimiliano Allegri si muovono in maniera ordinata, coordinata, sono aggressivi, lottano e dietro trasmettono un’idea di sicurezza e solidità, non a caso a fine partita le statistiche registreranno zero tiri verso la porta difesa da Szczesny.

Al 27′ del primo tempo ha inizio il capolavoro della Juventus: un ispiratissimo Bernardeschi, migliore in campo insieme a Ronaldo e Can, serve sul secondo palo il fuoriclasse portoghese che batte Oblak e sigla l’1-0. La Juventus continua ad attaccare ma riesce a trovare il secondo gol solamente nella ripresa del secondo tempo: Ronaldo al 49′ riceve un cross del connazionale Cancelo e la mette dentro. Dopo il raddoppio si respira un’atmosfera particolare allo Stadium, tifosi e giocatori vedono la luce: la rimonta si può davvero fare. E allora ecco che Bernardeschi, quasi come non sembrasse stanco o sotto pressione, all’84’ penetra nell’area avversaria dopo una gran percussione da sinistra, Correa lo aggancia da dietro interrompendo la sua corsa: è calcio di rigore! Sul dischetto si presenta il solito Ronaldo il quale corona la sua splendida serata con una tripletta che vale la qualificazione ai quarti di finale.

Le chiavi della partita

RONALDO: il Re della Champions League non ha deluso, chi poteva contribuire in maniera determinante ad un’impresa del genere, se non lui? Prima della gara di ritorno aveva realizzato un solo gol in 6 partite, ma è proprio nelle situazioni più complesse, nei momenti più duri che CR7 riesce a tirare fuori il meglio di se’ e ad arrivare laddove gli uomini e i calciatori normali non riescono. Inarrivabile.

Bernardeschi: scelto da Allegri per ispirare le due punte Mandzukic e Ronaldo, non delude. C’è molto del 25enne toscano nell’impresa bianconera: serve un assist al bacio per Ronaldo in occasione dell’1-0, si procura il rigore decisivo e in mezzo a questi due episodi mostra lampi di grande classe, accelerazioni, dribbling e tanta fantasia. Gli manca solo il gol. Brillante.

Emre Can: spesso un giocatore che non fornisce gol e/o assist non risalta agli occhi degli spettatori e dei tifosi, quindi passa in secondo piano. Si vuole  
stavolta invece sottolineare la magnifica prestazione di un calciatore che, nonostante non risulti tra i marcatori e non abbia fornito assist, è stato determinante per le sorti della partita. Il centrocampista tedesco di origini turche infatti ha risposto benissimo al cambio di ruolo deciso dall’allenatore juventino che lo ha scalato sulla linea di difesa. La Juve ha potuto sfruttare così la fisicità del numero 23 che ha dominato sul gioco aereo e ha saputo contenere senza difficoltà Alvaro Morata, rimasto a secco di gol così come il compagno di reparto Griezmann. Fondamentale è stata poi la libertà data al tedesco di avanzare sulla linea dei centrocampisti in fase di possesso palla, in modo tale da creare superiorità numerica, migliorare la qualità nel palleggio e schiacciare la squadra avversaria. Muro.

La Difesa: segreto, si fa per dire, dell’ennesimo trionfo bianconero è stata come sempre la difesa. Non era facile tenere d’occhio giocatori tecnici e veloci come Griezmann, Saul, Lemar, né contrastare sui calci piazzati e sul gioco aereo la rodata coppia difensiva uruguaiana. La gara di andata insegnava qualcosa a tal proposito… Perfetto dunque l’inedito blocco difensivo composto dai tre centrali Bonucci, Chiellini e Can, ottimo anche il lavoro degli esterni Cancelo e Spinazzola che si sono sacrificati nella fase difensiva e in quella offensiva con alto rendimento. Solidità. 

Massimiliano Allegri: ultimo, ma non meno importante, anzi. Il tecnico toscano è probabilmente il più grande artefice del risultato e dei risultati positivi in casa Juve. Senza un bravo direttore anche un’orchestra composta dai migliori musicisti rischia di andare fuori tempo e la banda bianconera fortunatamente ha trovato proprio in Allegri un importante punto di riferimento. Criticato a volte per motivi del tutto incomprensibili, Allegri ha messo di nuovo tutti a tacere, stupendo ancora una volta il pubblico e i tifosi, assumendosi rischi che molti allenatori non avrebbero mai corso. Forse è proprio questo ciò che distingue il tecnico bianconero da altri allenatori: egli rischia, così come rischiano anche tanti altri, certo, ma ogni volta che azzarda, vince, cosa non comune. Il modulo scelto ha probabilmente messo in difficoltà tutti, si è trattato in partenza, sulla carta, di un 3-4-1-2, ma in realtà in fase di possesso dalla difesa avanzava spesso Can, creando superiorità numerica a centrocampo, favorendo così un collegamento più fluido con gli esterni e con la trequarti. In fase di attacco dunque la Juve ha portato avanti molti uomini, mentre in fase difensiva sono stati bravi gli esterni di centrocampo Spinazzola e Cancelo a rientrare, formando così una difesa a 5. Importante è stato poi il coraggio di escludere dal 1′ Paulo Dybala, per premiare invece Federico Bernardeschi, il quale ha ripagato ampiamente la fiducia data dal Mister. Professore.

In bocca al lupo alla Juve per il percorso europeo.

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